domenica 1 maggio 2011

The Collaborative Puzzle Game: an interactive activity for children with Autism Spectrum Disorde

Collaborative Puzzle Game Researchers from Fondazione Bruno Kessler (FBK) have developed a Collaborative Puzzle Game with the aim of fostering social interaction skills among children with Autism Spectrum Disorders. Experiments using the system were conducted in Israel at University of Haifa and Bar-Ilan University, and the results will be presented this week at the International Meeting for Autism Research in Chicago.
The Collaborative Puzzle Game runs on a multi-touch computer screen and uses a novel concept called Enforced Collaboration whereby puzzle pieces, in order to be moved, must be touched and dragged simultaneously by two players. The aim of this interaction technique is to provide a playful activity that can help children with Autism Spectrum Disorders improve social skills. Results show that Enforced Collaboration has a positive impact on measures reflecting social interaction among autistic children.
"In our research, we wanted to create a task that required the children to work together, and the DiamondTouch table was the only interface device that allowed us to do that," commented Alberto Battocchi, researcher at FBK who began work on the project while he was a PhD student at University of Trento. Battocchi added, "Our work addresses one of the core difficulties of autism - social interaction."

The Collaborative Puzzle Game: An Interactive Activity for Fostering Collaboration in Children with Autism Spectrum Disorder A. Battocchi (Fondazione Bruno Kessler, Povo, Italy), G. Esposito (Department of Cognitive Science and Education, University of Trento, Trento, Italy), A. Ben-Sasson (Department of Occupational Therapy, University of Haifa, Haifa, Israel), E. Gal (Department of Occupational Therapy, University of Haifa, Haifa, Israel), F. Pianesi (Fondazione Bruno Kessler, Povo, Italy),
P. Venuti (University of Trento, Trento, Italy), P. L. Weiss (Department of Occupational Therapy, University of Haifa, Haifa, Israel).

venerdì 29 aprile 2011

Mobile Device Uses Images to Help Children with Autism Interact

Mobile Device Uses Images to Help Children with Autism Interact (Microsoft Research, April 21, 2009).
Autism spectrum disorder, which affects more than 500,000 U.S. children and millions more worldwide, can make verbal communication a challenge. With support from Microsoft External Research, two U.S. academic researchers are developing mobile device software that can enable individuals with autism to communicate more effectively.

autism

giovedì 28 aprile 2011

Using a Digital Library of Images for Communication: Comparison of a Card-Based System to PDA Software

Using a Digital Library of Images for Communication: Comparison of a Card-Based System to PDA Software [Pdf].
Trudi Miller, Gondy Leroy, John Huang, Serena Chuang (School of Information Systems & Technology, Claremont Graduate University, Claremont, California, USA) and Marjorie H. Charlop-christy (Department of Psychology, Claremont McKenna College, Claremont, California, USA).

Abstract - Autism spectrum disorder has become one of the most prevalent developmental disorders and one of the main impairments is difficulty with communication. One method of augmentative and alternative communication is the use of the Picture Exchange Communication System (PECS) to create messages using a series of images printed on cards and organized in binders. We are developing a digital alternative based on an image library that is displayed on a personal digital assistant (PDA). We conducted an initial user acceptance study that compared the effectiveness and usability of both systems. The study showed that the PDA system was able to communicate messages to adult recipients as effectively as PECS. However, the PDA was perceived to be more current, of higher quality, easier, and more normal looking than the PECS binder.

PECS

PDA

mercoledì 27 aprile 2011

Nuove frontiere, il mobile per disabili (ideatre60.it)

alpaca Nuove frontiere, il mobile per disabili
E' nato ALPACA, un progetto ideato e sviluppato da Sardiniaweb per portare su dispositivo mobile l'esperienza della comunicazione per immagini dedicata alle persone con disturbi pervasivi dello sviluppo. Il prototipo, realizzato su palmari HP iPaq, è dotato di immagini originali e personalizzate per ogni caso e dispone di un software sviluppato appositamente.
ALPACA (Alternative Literacy with PDA and Augmentative Communication for Autism) ora è stato adottato dalle Asl della Sardegna, dopo una sperimentazione di sei mesi in un centro per l'autismo con sede a Cagliari.
La Comunicazione Aumentativa (per saperne di più seguire il link) costituisce un settore della pratica clinica che tenta di compensare disabilità temporanee o permanenti di individui con bisogni comunicativi complessi e per farlo impiega tutte le competenze comunicative dell'individuo, incluse vocalizzazioni e linguaggio verbale residuo, gesti, segni. La comunicazio

giovedì 10 febbraio 2011

Un palmare per i bambini autistici (Blog Bambini oggi, 11 gennaio 2011)

Un palmare per i bambini autistici (Blog Bambini oggi, 11 gennaio 2011)
Mia mamma era maestra e mi raccontava di un bambino autistico che, alieno dalle attività scolastiche per la maggior parte del tempo, magicamente si «risvegliava» e partecipava con interesse e impegno quando si affrontava l'argomento degli uomini preistorici. Nel complesso di ciò che si può fare per aiutare i bambini che manifestano questa sindrome a non chiudersi al mondo, oltre che gli studi scientifici e le terapie, spesso contano anche le osservazioni empiriche, le intuizioni.
A quanto apprendiamo dal blog "Linguaggio macchina " e da questo servizio del TG R RAI Sardegna, Alpaca è un software che si installa su un qualsiasi telefono palmare, favorendo la comunicazione per immagini. E' nato dall'iniziativa di una mamma, osservando il comportamento del figlio di un'amica, autistico grave. E sembra che funzioni, tanto che ora viene richiesto dalle ASL di tutta Italia, a supporto non solo dei soggetti autistici, ma anche dei sordomuti.

lunedì 6 dicembre 2010

Autismo: un palmare per superare i problemi comunicativi con i bambini (Nanni Magazine, 14 giugno 2010)

Autismo: un palmare per superare i problemi comunicativi con i bambini
Ideato dalla cagliaritana Pani, è un software che associa una voce alle immagini che vengono toccate su un display. Nato nel 2007, dopo mesi di sperimentazione presso il Brotzu di Cagliari, è distribuito in Sardegna dietro prescrizione medica.

Superare i limiti della comunicazione. Spesso è uno dei problemi più grandi per chi si trova ad interagire con bambini, ma non solo, affetti da autismo o sordomuti. Limiti a volte invalicabili a causa del muro che si para davanti. Ora però la telefonia cellulare corre in aiuto, grazie all'Alternative Literacy with PDA and Augmentative Communication for Autism (Alpaca), un software sviluppato da Sardiniaweb in collaborazione con il centro per l'autismo del Brotzu di Cagliari.

Nato nel 2007, dopo anni di sperimentazione, rappresenta un vero e proprio ausilio sanitario adottato e distribuito, dietro prescrizione, presso alcune strutture ASL della Sardegna. Il dispositivo, dotato di un database di immagini studiate appositamente per l'utilizzo a scopo clinico, ha applicato i principi della Comunicazione Aumentativa Alternativa (settore della pratica clinica che tenta di compensare disabilità temporanee o permanenti di individui con bisogni comunicativi complessi) ai display touchscreen dei telefonini.

Le figure che sono presenti nell'archivio del software vengono combinate con un sintetizzatore vocale, che permette ai più piccoli di esprimersi. Qualcosa di molto simile ai giochi educazionali per bambini molto piccoli, in cui bisogna associare le immagini toccandole su uno schermo. A questo, dopo aver adattato il programma ai palmari, è stata aggiunta una voce che permette la comunicazione.

A ideare e sviluppare il progetto è stata una madre imprenditrice di Cagliari, Raffaelangela Pani. Alpaca è nata quando "ho parlato con una mia cara amica, madre di un bimbo autistico - racconta - è stata lei a spiegarmi le esigenze in merito alla comunicazione. Ho pensato si potesse costruire qualcosa sfruttando le tecnologie digitali, così da aiutare tutte le famiglie che hanno lo stesso problema. Dopo un'indagine con gli esperti del settore, ho capito che mancavano dispositivi semplici e soprattutto economici. Rimboccate le maniche, in qualche settimana abbiamo acceso il primo prototipo".

Da quel momento sono stati necessari sei mesi di sperimentazione. Il modello iniziale è stato perfezionato presso il Centro regionale per l'Autismo dell'Azienda ospedaliera 'Brotzu' di Cagliari, diretta da Giuseppe Doneddu. A seconda delle varie forme di gravità della malattia, dell'età del bambino e della sua capacità di comunicazione, sono stati creati diversi livelli, alcuni molto semplici, altri più complessi.

Grazie al tentativo di sfruttare tutte le competenze relazionali dell'individuo, incluse vocalizzazioni e linguaggio verbale residuo, gesti, segni, come avviene nel campo della Comunicazione Aumentativa, un normalissimo palmare può essere trasformato in uno strumento che rende più rapida e intuitiva l'interazione dei bambini autistici con il mondo esterno. I tempi necessari per scoprire le cause della malattia sono ancora lunghi, ma di sicuro la loro vita, come quella di chi vive loro attorno, sarà un po' meno travagliata.

Gianluca Colletta (Nanni Magazine, 14 giugno 2010)